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OMEOPATIE TUTELA – METRO

Che il paziente sia informato e che l’utente sia garantito. È un dovere di ogni società civile. Vediamo cosa accade nel campo medico quando si parla di omeopatia, agopuntura e altre medicine cosiddette non convenzionali. Anzitutto dovete sapere che la corte suprema ha emanato una sentenza il 21 maggio 2003 in cui sancisce che le suddette medicine devono essere esclusivamente praticate dai medici, al fine di tutelare la salute pubblica. Perciò, quando vi recate da qualche terapeuta che vi inserisce quegli aghetti buffi nella pelle o vi prescrive i dolci globulini omeopatici, avete tutto il diritto di chiedere che dimostri le credenziali di medico, in caso contrario vi sottoponete a un trattamento a vostro rischio e pericolo, senza nessuna tutela. Ma questo non basta perché vi possiate sentire veramente garantiti sulla prestazione sanitaria e sulla tutela della vostra salute. Esiste un altro problema di cui sicuramente non siete a conoscenza. Giorni fa un paziente è venuto nel mio studio dicendomi che aveva già fatto una cura omeopatica presso un altro medico che si era dichiarato omeopata. Prendo visione della ricetta e mi stupisco: non c’era un farmaco che poteva chiamarsi omeopatico! Si fa una grande confusione tra omeopatia, antroposofia, omotossicologia, fitoterapia, oligoterapia, gemmoterapia e altre medicine ancora, ponendole tutte sotto il nome omeopatia e invece, sappiatelo bene, non è così! Nessuna è migliore o peggiore, ma il paziente ha il diritto di sapere a quale tipo di metodo terapeutico si sta sottoponendo. E c’è dell’altro ancora. Molti ordini dei medici, tra cui quelli di Roma e Milano, hanno istituito al loro interno i registri degli omeopati, agopuntori, fitoterapeuti e sono in corso di costituzione quelli per omotossicologi e antroposofi. Questo vuol dire che gli organi di controllo dei medici hanno giustamente sentito il dovere di valutare l’effettiva preparazione dei propri iscritti nelle varie branche delle medicine non convenzionali e quindi convalidare il loro atto medico nella specifica disciplina. Sapete cosa vuol dire? Che quando decidete di curarvi con l’omeopatia, l’agopuntura, etc. avete il diritto e il dovere verso voi stessi di: 1) accertarvi che il terapeuta sia laureato in medicina e chirurgia, se così è 2) accertarvi che il medico sia iscritto nell’apposito registro presso l’ordine dei medici di appartenenza. Quest’ultimo accertamento non è un obbligo ma è una garanzia in più. In pratica se volete fare una cura omeopatica, per esempio, dovete verificare che chi la somministra sia un medico e che tale medico sia iscritto nel registro degli omeopati del suo ordine (l’attestato in genere viene affisso nello studio). Nei casi in cui non è così? A voi l’ardua sentenza. Si fa un gran parlare delle responsabilità del medico e, nella misura in cui ciò è umanamente possibile, è giusto. È altrettanto giusto, però, che il paziente si assuma la responsabilità delle sue scelte, una volta informato. Non deve scaricare le colpe su un metodo terapeutico se si è rivolto a chi non è qualificato per praticare tale metodo. Ricordo una paziente che si lamentava perché l’agopuntura non l’aveva guarita, ma venni a sapere che gli aghi erano stati applicati dal suo parrucchiere!